Sopra la Pietra e la Fede (oppure “La cura del Sacro” oppure “Custodire il Sacro”): il progetto di restauro del Duomo di San Martino Vescovo
I grandi edifici religiosi non sono soltanto architetture ma sistemi complessi in cui struttura, materia e spiritualità si intrecciano in un equilibrio costruito nei secoli. Il tempo, gli agenti atmosferici e le trasformazioni ne mettono alla prova la stabilità e la conservazione, rendendo la conoscenza, la manutenzione e il restauro passaggi essenziali per garantirne la continuità nel tempo.
Nel cuore di Legnago, il Duomo di San Martino Vescovo e la contigua Cappella della Beata Vergine conosciuta anche come Oratorio, rappresentano un insieme architettonico di straordinario valore storico, artistico e identitario per la comunità. Un luogo di culto e memoria che, oltre alla sua funzione liturgica, costituisce un punto di riferimento urbano e simbolico per l’intero territorio.
Il progetto di restauro si pone in un’ottica di tutela attiva, dove l’intervento tecnico diventa strumento di conservazione consapevole. L’approccio adottato mira a coniugare rigore scientifico e sensibilità materica, attraverso analisi puntuali dello stato di conservazione, la lettura delle tecniche costruttive storiche, i monitoraggi dello stato dei luoghi e l’individuazione delle criticità strutturali e materiche.
La complessità dell’intervento risiede proprio nella necessità di operare su un organismo architettonico stratificato, nel quale ogni elemento è parte di un equilibrio più ampio. Le problematiche della copertura, delle murature, degli intonaci e degli elementi strutturali non possono essere affrontate singolarmente ma richiedono una lettura complessiva dell’edificio e un progetto capace di mettere in relazione competenze e discipline differenti.
In questo senso, il coordinamento assume un ruolo centrale. Il progetto di restauro richiede infatti il confronto costante tra le diverse figure professionali coinvolte — progettisti, strutturisti, tecnici specializzati, restauratori, professionisti incaricati delle indagini e delle attività diagnostiche — oltre al necessario dialogo con gli enti di tutela e con le maestranze chiamate a intervenire direttamente sulla materia storica. Il compito del progetto è anche quello di costruire una visione comune, coordinando contributi specialistici differenti affinché ogni scelta sia coerente con l’insieme e con gli obiettivi di conservazione.
Oltre al restauro delle coperture, è previsto il recupero degli intonaci delle volte che separano l’aula principale dal sottotetto, restituendo continuità materica e leggibilità alle superfici interne. Parallelamente, saranno eseguiti degli interventi strutturali puntuali di “ricucitura” delle fessurazioni presenti, finalizzati a ristabilire la coesione del sistema murario senza alterarne la natura storica.
L’obiettivo è duplice: da un lato la salvaguardia dell’integrità del Duomo e della Cappella, dall’altro la restituzione di un sistema efficiente e coerente con le caratteristiche originarie dell’edificio, nel rispetto delle sue stratificazioni e della sua identità architettonica.
Un intervento che si muove tra tecnica e responsabilità culturale, dove ogni gesto progettuale contribuisce a mantenere vivo il dialogo tra la materia storica e il suo futuro.