La nuova vita di un Palazzo sospeso sulla Verona Romana: in un luogo in cui la città stratifica duemila anni di storia, il progetto nasce dalla capacità di interpretare la complessità del contesto e tradurla in un gesto architettonico di continuità tra memoria e contemporaneità
Nel cuore di Verona, una delle più straordinarie città d’arte italiane, il progetto di restauro di Palazzo Pinali – De’ Stefani restituisce nuova vita a uno degli edifici storici più iconici del centro cittadino. Affacciato direttamente sulla storica Porta Leoni e sugli scavi di età romana, con cui instaura un continuo dialogo visivo attraverso le sue aperture e i suoi ambienti, il Palazzo viene reinterpretato come residenza di alto prestigio, dove il progetto di restauro si confronta e dialoga con la memoria storica del luogo. L’intervento coniuga le esigenze della committenza, le prescrizioni della tutela monumentale e il recupero delle originarie spazialità ottocentesche, trasformando un complesso intervento conservativo in una visione concreta di eleganza, autenticità e qualità abitativa.
Palazzo Pinali – De’ Stefani, situato tra Via Leoni, Corticella Leoni e Vicolo Amanti, sorge su preesistenze romane e medievali su progetto di Gaetano Pinali. Realizzato tra il 1804 e il 1822, rappresenta una significativa testimonianza dell’architettura neorinascimentale veronese, arricchita da elementi decorativi ispirati alla vicina Porta Leoni. L’edificio è sottoposto a vincolo monumentale e paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 42/2004.
L’intervento di restauro si inserisce nel più ampio percorso di tutela e valorizzazione di uno dei più rilevanti palazzi storici del centro cittadino.
Sulla base dell’esperienza maturata in interventi analoghi, l’approccio progettuale si è articolato come segue:
PRIMA FASE: Indagini e intervento di strip-out
La fase preliminare ha avuto come obiettivo la conoscenza approfondita dell’evoluzione storica e costruttiva dell’edificio, al fine di ridurre al minimo le incognite in fase esecutiva. Attraverso una campagna di saggi stratigrafici e rilievi mirati sono state individuate le principali stratificazioni e le superfetazioni introdotte nel corso del Novecento.
È stato quindi avviato un intervento selettivo di “strip-out”, consistente nella rimozione degli elementi privi di interesse storico-artistico (tramezze recenti, controsoffitti, rivestimenti e arredi incongrui), finalizzato a riportare in luce le caratteristiche originarie degli ambienti, consentire una lettura autentica degli spazi storici e verificare lo stato di conservazione delle strutture (solai lignei, murature e travature).
Tale approccio ha consentito l’acquisizione di un quadro conoscitivo completo, propedeutico alla definizione del progetto definitivo di restauro.